Ci sono negozi che ho visitato una sola
volta nel corso della mia vita ed uno di questi è stato un negozio
di antiquariato. La mia esperienza risale a circa trent'anni fa,
quando insieme agli altri colleghi del mio corso, decidemmo, nel
rispetto della tradizione della calotta, di fare un dono al circolo
ufficiali in occasione del nostro prossimo congedo dal servizio
militare. Qualcuno, non ricordo chi, ebbe l'idea di rivolgersi ad un
negozio di antiquariato
Torino per andare alla ricerca di un regalo particolarmente
originale, che fosse rappresentativo del nostro tempo trascorso al
battaglione.
Entrammo in questo negozio e subito mi
sentii avvolto da un'atmosfera d'altri tempi. Man mano che
procedevamo lungo i corridoi ed osservavo gli oggetti che mi
circondavano, mi pareva che ognuno di essi avesse voglia di
raccontarmi la sua storia. Si notava che erano stati tutti ripuliti e
restaurati per essere pronti per la vendita e di certo la bella
presentazione, all'interno di vetrinette e di teche, ne giustificava
l'alto prezzo.
D'un tratto l'attenzione di ciascuno di
noi venne catturata da un bagliore. Dalla vetrina del negozio
filtravano alcuni raggi di sole che si riflettevano, quasi
abbagliandoci, su di un oggetto metallico riposto nell'angolo
superiore di una vetrina. Ci avvicinammo per vedere di quale oggetto
si trattasse e con mia grande sorpresa, mi accorsi che si trattava di
un antico cannocchiale da marina in ottone lucidato. L'oggetto
piacque a tutti e dopo esserci consultati brevemente tra noi,
decidemmo di concludere l'acquisto. Fu grande la delusione che
provammo quando alla nostra richiesta di farvi incidere qualcosa,
l'antiquario rispose che lui non ci poteva accontentare, ma che
avremmo dovuto rivolgerci ad un orafo e così facemmo.
Qualche giorno dopo venne il momento
della cerimonia di congedo e radunati tutti gli ufficiali del corpo,
donammo al presidente del circolo quel magnifico cannocchiale, sul
quale, oltre alle date di presa servizio e di congedo, avevamo fatto
incidere la seguente frase: “Ricordo degli S.Ten del 129° Corso
A.U.C.”

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